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Calcolo stipendio netto 2026: da lordo a netto

Inserisci la tua RAL e scopri subito quanto ti resta in busta paga, con il dettaglio di contributi INPS, IRPEF e addizionali locali. Gratuito, senza registrazione, aggiornato alle aliquote 2026.

Mensilità

Determina l'addizionale comunale e quella regionale.

Familiari a carico

Sotto i 21 anni non spetta detrazione: c'è l'Assegno Unico, che non passa dalla busta paga.

Dai 21 anni in su, senza limite massimo di età. Danno diritto a 400 € in più ciascuno.

Genitori o nonni che vivono con te. Dal 2025 gli altri familiari non danno più diritto alla detrazione.

Contratto
Dipendente privato, tempo indeterminato
Regione
Lazio
Anno d'imposta
2026

Il tuo stipendio netto

23.305 €

all'anno · su 30.000 € di lordo

Ripartizione dello stipendio lordo tra netto in busta e trattenute.
  • Netto in busta23.305 € (77,68%)
  • Contributi INPS2.757 € (9,19%)
  • IRPEF netta3.222 € (10,74%)
  • Addizionali locali716 € (2,39%)

Dettaglio delle voci

Dettaglio del passaggio da stipendio lordo a netto
Retribuzione lorda30.000,00 €
Contributi INPS (9,19%)− 2.757,00 €
Imponibile IRPEF27.243,00 €
IRPEF lorda− 6.265,89 €
Detrazione lavoro dipendente2.044,29 €
Detrazione taglio cuneo fiscale1.000,00 €
IRPEF netta− 3.221,60 €
Addizionale regionale (Lazio)− 471,30 €
Addizionale comunale (Roma)− 245,19 €
Netto23.304,91 €
Netto per mensilità
1.793 €
Netto medio su 12 mesi
1.942 €
Prelievo totale
22,32%
  • Per Roma il Comune non ha ancora pubblicato una delibera per il 2026: viene applicata l'aliquota del 2025, come previsto in caso di mancata delibera.
  • Lazio: Aliquota all'1,73% per imponibili fino a 28.000 € (L.R. Lazio 20/2025); detrazione di 60 € tra 28.001 e 30.000 €.

Stima indicativa: non tiene conto di altri redditi, oneri detraibili (spese mediche, interessi sul mutuo), premi di risultato, fringe benefit, trasferte o voci previste dal singolo CCNL.

Come funziona il passaggio da lordo a netto

Lo stipendio lordo non è mai quello che arriva sul conto: tra il lordo e il netto si inseriscono due prelievi diversi, uno previdenziale e uno fiscale.

  1. 1. Contributi INPS. Al lavoratore dipendente privato viene trattenuto il 9,19% della retribuzione, più un ulteriore 1% sulla quota che supera la prima fascia di retribuzione pensionabile. Sono soldi che finanziano la futura pensione, non tasse.
  2. 2. Imponibile IRPEF. I contributi sono deducibili: l'imposta si calcola su ciò che resta, cioè lordo meno contributi.
  3. 3. IRPEF per scaglioni. 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.000 a 50.000 €, 43% oltre. Ogni aliquota colpisce solo la parte di reddito compresa nel proprio scaglione.
  4. 4. Detrazioni. La detrazione da lavoro dipendente e il taglio del cuneo fiscale riducono l'imposta dovuta, in misura decrescente al crescere del reddito.
  5. 5. Addizionali locali. Regione e comune di residenza applicano le proprie aliquote sull'imponibile: è la ragione per cui, a parità di lordo, il netto cambia da città a città.

Leggi la metodologia completa e le fonti normative →

Domande frequenti

Come si calcola il netto dal lordo?

Dalla retribuzione annua lorda si sottraggono prima i contributi previdenziali a carico del lavoratore (9,19% per la generalità dei dipendenti privati). Quello che resta è l'imponibile IRPEF, su cui si applicano gli scaglioni: 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.000 a 50.000 € e 43% oltre. Dall'imposta così ottenuta si tolgono le detrazioni da lavoro dipendente e l'eventuale detrazione per il taglio del cuneo fiscale. Infine si sottraggono l'addizionale regionale e quella comunale.

Cosa sono gli scaglioni IRPEF 2026?

Sono le fasce di reddito a cui si applicano aliquote crescenti. Dal 2026 sono tre: 23% fino a 28.000 €, 33% tra 28.000 e 50.000 € e 43% oltre 50.000 €. La legge di bilancio 2026 ha ridotto dal 35% al 33% l'aliquota del secondo scaglione. L'aliquota più alta si applica solo alla parte di reddito che supera la soglia, non a tutto il reddito.

Cos'è il taglio del cuneo fiscale?

È una misura che aumenta il netto dei redditi medio-bassi. Fino a 20.000 € di reddito da lavoro dipendente spetta una somma esente da imposta pari al 7,1%, 5,3% o 4,8% del reddito, a seconda della fascia. Tra 20.000 e 40.000 € spetta invece un'ulteriore detrazione IRPEF: 1.000 € fino a 32.000 €, poi decrescente fino ad azzerarsi a 40.000 €.

Perché il netto cambia da comune a comune?

Perché oltre all'IRPEF nazionale si pagano l'addizionale regionale (dallo 0,70% a oltre il 3,3% a seconda della regione) e l'addizionale comunale, che ogni comune fissa fino allo 0,8% (con deroghe per alcuni enti). Molti comuni prevedono anche una soglia di esenzione: sotto quel reddito l'addizionale non è dovuta, ma superandola si paga sull'intero imponibile. Tra due città la differenza può superare i 700 € l'anno.

Il calcolo cambia con 13 o 14 mensilità?

Il netto annuo non cambia: la RAL è la stessa e le imposte si calcolano sull'anno. Cambia solo come viene distribuito nei mesi. Con 13 mensilità l'importo di ogni busta è più alto rispetto a 14, ma a fine anno il totale percepito è identico.

La RAL comprende il TFR e i contributi del datore di lavoro?

No. La RAL è la retribuzione lorda spettante al lavoratore prima delle trattenute a suo carico. Il TFR viene accantonato a parte e i contributi a carico dell'azienda (circa il 23,81% in più) non compaiono nella RAL: è il cosiddetto costo aziendale, sempre superiore al lordo indicato nel contratto.

Quanto è preciso questo calcolatore?

Le aliquote provengono dalle fonti ufficiali (legge di bilancio, circolari INPS, elenchi del Dipartimento delle Finanze) e il calcolo segue la sequenza usata in busta paga, comprese le detrazioni per familiari a carico. Restano fuori altri redditi, oneri detraibili (spese mediche, interessi sul mutuo), premi di produttività, fringe benefit, contributi a fondi integrativi previsti dal CCNL e aliquote contributive diverse da quella standard. Per questo il risultato va letto come una stima, non come una busta paga.

Le detrazioni per i figli a carico sono comprese?

Sì, ma occhio all'età: dal 2025 la detrazione per i figli spetta solo da 21 a 29 anni compiuti, oppure a qualsiasi età dai 21 in su se il figlio ha una disabilità accertata. Per i figli sotto i 21 anni non esiste più alcuna detrazione IRPEF: il sostegno è l'Assegno Unico Universale, che l'INPS versa direttamente sul conto e che quindi non compare in busta paga né in questo calcolo. La detrazione per i figli si divide al 50% tra i genitori, salvo che venga attribuita per intero a uno dei due.

I dati inseriti vengono salvati?

No. Il calcolo avviene interamente nel browser: nessun importo viene inviato o memorizzato su un server, e non è richiesta alcuna registrazione.

Tabelle già pronte

Se cerchi un importo preciso o vuoi sapere quanto pesano le addizionali nella tua città, trovi il calcolo già fatto.

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